Corollario di un semi-trasloco

  1. Le librerie sono un po’ come la borsa di Mary Poppins: non hai la minima idea di quanti cavolo di libri contengano finché non devi trasferirli a bracciate per poterle spostare. Il mio appartamento era già più o meno costellato di cumuli di libri, ma al momento è davvero difficile accedere a certi spazi.
  2. Se sei in una situazione logisticamente complessa, con passaggi minuscoli in cui destreggiarsi e un sacco di roba da spostare, puoi stare sicura che tutti gli esseri viventi presenti nei dintorni si materializzeranno ad assistere in forme più o meno utili. Nell’ordine, mentre traslocavo i libri, sono saliti: mia mamma, a darmi una mano; mia sorella, a farmi compagnia dal divano (giustificata, considerato il suo stato di futura-madre-della-mia-già-amata-nipotina); Vento, a intralciarci allegramente con la sua adorabile mole da maremmano e la sua lingua penzoloni da cucciolo troppo cresciuto; Mirò, a controllare cosa diavolo stava facendo tutta quella gente nel suo appartamento (tendenzialmente buttato in ogni angolo a scrutarmi con aria offesa, almeno finché una pila di libri non gli è piombata addosso; credo non mi abbia ancora perdonato); sua madre, perché il mio appartamento rientra nella parte di casa che lei reputa sua e non poteva lasciar passare una cosa simile senza sorveglianza (e, obiettivamente, non c’è nulla di più inquietante che lavorare e alzare la testa per caso e imbattersi negli occhi gelidi di Katrina che ti fissa da sotto uno sgabello); Zoe, che si sentiva sola di sotto ed è venuta a sdraiarsi puntualmente in mezzo a ogni passaggio.
  3. Se hai poco spazio in cui accumulare la mole che devi togliere d’intralcio, e uno di questi pochi spazi è all’aperto, puoi stare sicuro che dopo giorni di siccità assurda proprio oggi il cielo si rannuvolerà e minaccerà pioggia. Chiaramente, il corollario di questo è che probabilmente non pioverà davvero finché non avrete finito il lavoro, limitandosi a opprimere l’atmosfera con una cappa d’afa irrespirabile.
  4. Tuo padre e J. – l’unico apparentemente in grado di fare il lavoro che bisogna fare – sono andati nell’orto alle nove e ti hanno intimato di sbaraccare tutto entro le dieci e mezza. Alle 11:32 non si sono ancora visti all’orizzonte e stai iniziando a sospettare che il lavoro di una mattinata si estenderà ben oltre il pomeriggio e ti toccherà dormire tra le montagnole di libri con cui hai circondato il letto. Il che, d’accordo. Potrebbe non essere poi così malaccio.

In tutto questo, l’attimo più iconico rimarrà comunque quello in cui abbiamo sollevato la testa e, dalla porta aperta del bagno, dietro le orchidee poggiate sul davanzale per evitare che un crollo di libri distruggesse un anno di cure&amore e la tendina che svolazzava sospinta da una brezza leggera, abbiamo visto Vento che ci sorrideva felice. In piedi *fuori* dalla finestra del bagno. Sul tetto. Con aria così allegra e spontanea che sul momento neanche ci siamo accorte di quanto fosse follemente assurda quella scena, e di quanto dovesse apparire ancora più surreale a chiunque avesse sollevato lo sguardo sulla mia casa. A volte si vedono in giro foto di cani sui tetti e ho sempre pensato che fossero impostate ad arte. Mi devo ricredere. Evidentemente serve solo un tetto ad altezza ginocchio e un cane troppo demente per non accorgersi del rischio. (E invidioso dei gatti che possono saltarci sopra quando vogliono).

[Il post in realtà l’ho scritto ieri mattina, ma ho passato il resto della giornata a smantellare cartongesso e alla fine ero così stanca che non ricordavo neanche di averlo salvato. Adesso mi guardo intorno, e vedo la casa che mi sto pian piano costruendo, ed è una sensazione strana di nostalgia e amore. Nel senso. Qualcosa di definitivo. Con tutti gli annessi e connessi, e i sollievi, e i rimpianti. E non so. Devo ancora capire cosa provo esattamente…]

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s