The state of things

Facendo il punto della situazione.

Avevo quasi dimenticato cosa significa vivere senza scadenze che soffiano sul collo. Ho tutto agosto davanti – forse – per rimettermi in sesto e impostare il prossimo autunno: progetti e voglia di fare, come sempre in questa stagione, ma forse un po’ più tempo del solito per organizzarli in qualcosa di concreto.

Sto cercando di scrivere, finalmente: vorrei riuscire a mantenere un ritmo decente anche quando lavorerò di nuovo, ma avevo davvero bisogno, credo, di una finestra di tempo per guardare le cose con respiro più ampio. Ho passato gli ultimi mesi a sfornare un’idea dopo l’altra, ma al momento di concretizzarle sembravano tutti progetti troppo grossi o campati in aria per quel periodo strapieno.

Sto provando con Dormono gli Aironi, al momento. Nico e Blue, storie finite, archiviate, ferite ancora aperte. Finora sta venendo abbastanza, credo: ho scritto già intorno alle 7000 parole, la struttura è impostata, non prevedo enormi sorprese. Ho addirittura ben due triangoli che non dovrebbero sfociare in nessuna poly, il che per me è una specie di miracolo. Potrei farcela, se mi sforzo.

Il bello delle storie che ti girano in testa da tanti anni è che, in qualche modo, qualche direzione te la sanno dare d’istinto. Con Blue ho avuto qualche problema – forse perché è effettivamente diverso dal personaggio del Nero – ma Nico mi sta scivolando sulla tastiera con la scioltezza dei momenti più belli. Fiumi di dialoghi che dovrò editare, prima o poi, ma che per il momento mi limito a registrare e basta. Mi mancava la sua voce. I primi amori, in fondo, sono duri a morire.

Ho anche ripreso in mano la Rosa, per l’ennesima volta in non so quanto tempo. Ieri sera leggevo l’e-mail di Camilla ed è stato come se qualcosa andasse a posto, una tessera che avevo smarrito per un po’ di tempo. Non so se caverò qualcosa da questo nuovo tentativo di non buttare via dieci anni della nostra vita, ma sarebbe bello. Un esperimento da tentare, forse, come minimo.

Una cosa di cui mi sono resa conto, scrivendo di Blue e Nico, è quanto ho voglia di esplorare vissuti alternativi. Perché loro sono adorabili, sicuro, e hanno storie complesse e articolate e non li cambierei per nulla al mondo, ma… Mi manca la possibilità di identificarmi in un percorso più ambiguo. Mi manca il dubbio, l’incertezza, l’alternarsi di rifiuto&accettazione: tutte le cose che ho sperimentato soltanto più tardi, con la Rosa. Ho quasi esitato a riprenderli in mano per questo: come se non avessero più tanto da darmi.

Ma a volte bisogna chiedere anche questo, ai propri personaggi. Non soltanto viaggi interni e messe in gioco strazianti, ma qualcosa di leggero. Semplice. Alla Nico.

(Il fatto che “leggero&semplice” per me significhi un tizio che ritrova il suo ex per sbaglio dopo una rottura furiosa e facendo intanto i conti con l’age-gap scomodo di una relazione opprimente che si trascina dietro da decisamente troppo tempo perché sia salutare è… indicativo.)

Intanto, è estate. Agosto. L’aria è bollente anche alle undici di sera e sì, sta iniziando a essere un po’ troppo anche per me, lo ammetto, ma… In qualche modo, avevo bisogno anche di questo. Caldo profondo, che scenda nelle ossa, sole sulla pelle, tutta la luce del mondo. L’altro ieri sono andata con Ro in piscina e mi sembrava di rinascere, stesa al sole come una lucertola. Il mare mi manca – il sale, proprio, l’aria salmastra – ma forse riusciremo a fare una capatina di una giornata, almeno. Sarebbe bello.

Dolce.

Sto leggendo, finalmente.

Magari riuscirò anche a scrivere qualche recensione.

Per ora ho solo avuto la prova che la mia iper-criticità si è ormai estesa ben oltre i canali normali, perché anche un thriller di successo, pubblicato da una casa editrice che stimo, e che mia madre mi ha raccomandato molto, e che nonostante la mole ho letto in pochissimi giorni, segno che alla fine mi è piaciuto, aveva secondo me un sacco di punti critici.

Ma non ho voglia di essere tediosa, quindi ecco. Eviterei. *rolls*

(Leggere in italiano, comunque, quando si ha calma&tempo, è davvero un piacere. E farlo con un libro cartaceo – per quanto ami il digitale – lo è ancora di più. Un piccolo regalo.)

 

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4 thoughts on “The state of things

  1. Stephanie

    Non sai quanto mi emoziona, vedere quei nomi e pensare che è con loro che ti ho conosciuta. Dieci anni fa? Fa effetto.
    Un bacio, goditi il sole.

    1. micolmian

      Emoziona tantissimo anche me.^^ Anche se… Forse non ricordavo che ci fossimo conosciute proprio tramite loro, sai?
      (E poi davvero. Dieci anni. ^___^)
      (A me mette un po’ nostalgia anche vedere la tua icona, comunque…^^)

  2. Ho passato gli ultimi mesi a sfornare un’idea dopo l’altra, ma al momento di concretizzarle sembravano tutti progetti troppo grossi o campati in aria

    Tutto questo mi è estremamente familiare ^^
    Sono contenta di leggere che hai ripreso a scrivere. Mi piace il titolo della storia, mi piacciono i nomi dei personaggi, mi piace l’idea dei triangoli – in qualunque modo si evolveranno ^^ – e sono solidale con il tuo concetto di “leggero&semplice” XD
    Buona scrittura e goditi questa estate (io continuerò a fare la danza della pioggia e a invocare la calata dell’inverno sul mondo intero, saltando a pie’ pari l’autunno – anche se amo l’autunno).

    1. micolmian

      Mi sento anche un po’ in colpa a crogiolarmi nell’estate quando intorno tutti stanno boccheggiando e sognando coltri di neve, ma ecco. Arriveranno.^^ Per ora mi godo il sole, finché posso.^^

      Per la scrittura, lo immagino. Anche se sono curiosissima di sapere a cosa stai lavorando, e in realtà anche quali sono le storie troppo grosse che hai (spero temporaneamente) accantonato.^^ Sono felice che Dormono gli aironi ti piaccia come titolo, è il frammento di una canzone di Roberto Vecchioni che quando ho iniziato a pensare a questa storia – dieci anni fa, appunto *rolls* – mi ha fulminato perché boh. Riprende un po’ la mia filosofia di vita, credo. *rolls* (Il verso completo è “Dormono gli aironi dormono come fiori su un gambo solo/ è troppo grande il cielo per capirlo al volo”, che boh. Per qualche motivo, è stato amore a prima vista.^^)

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